Monday, November 12, 2012

Com improviso pernambucano (AD Luna - Jornal do Commercio 11/11/2012)


ITÁLIA

Saxofonista leva influência pernambucana para o jazz europeu

Alípio Neto chegou a integrar a Santa Boêmia, banda recifense dos anos 1990


Seja no universo da cultura de raiz, da música pop, do rock, eletrônica, metal, Pernambuco não para de conceber e até exportar talentos da música. Na seara do jazz, um dos destaques dessa gestação de nomes relevantes é o saxofonista e compositor Alípio Carvalho Neto. Natural de Floresta, Sertão de Pernambuco, ele chegou a integrar a Santa Boêmia, banda recifense dos anos 1990, e hoje vem se destacando em palcos europeus. Mais especificamente na Itália, onde faz doutorado em musicologia na Universitá di Roma Tor Vergata.
Alípio Neto deixou o Estado em 1997, quando aceitou convite para estudar em Évora, cidade portuguesa localizada no Alentejo, caracterizada pela influência de diversas culturas como a celta-ibérica, a fenícia, grega, romana, árabe, hebraica, entre outras. “Agradava-me a ideia de viver num lugar que se poderia chamar de ‘sertão’ português, com uma cultura muito próxima da pernambucana e nordestina”, observa.

Na UFPE, Alípio fez mestrado em Teoria da Literatura. No próximo ano ele deve concluir o doutorado (PhD) em musicologia, em Roma. “A literatura e a música não são apenas complementares, são territórios oxímoros, sem fronteira, sem demarcação precisa, onde posso transitar sem passaporte. A poesia, a literatura, compõe-se como a música. São artes enérgicas e sinérgicas. Pretendo retomar, em breve, o artifício de escritor casado com a música”, adianta.




O jazz de Alípio Carvalho Neto é forte, por vezes angustiante, mas carregado de personalidade. Em composições como The pure experience e The flower é possível perceber a presença de elementos nordestinos. Mesmo tendo vivido por muito tempo em Brasília, onde complementou sua formação acadêmica e iniciou a carreira profissional de músico, o saxofonista afirma que suas raízes pernambucanas nunca deixaram de estar presente em sua identidade.
“As bandas de pífaro, os aboios, a objetividade árida do sertão, a dignidade moral da pobreza honesta da maior parte da gente, riquíssima eticamente, sempre existiram em mim, são a minha formação”, confirma. “No Recife interiorizei os frevos, os maracatus, a cultura de subúrbio, que na verdade e paradoxalmente estão em toda parte, não só na periferia, o que considero um modelo virtuoso de dinâmica social”.
O jazz nasceu rebelde e contestador em sua estética, mas foi absorvido e domesticado pela indústria cultural. Mas não totalmente. São pelos caminhos não diluídos pelo “sistema” que Alípio prefere andar. “Interessa-me o território entre composição e improvisação, entre forma e memória, não me interessa o jazz pequeno burguês e comercial que se encontra por toda parte. A política cultural que se pratica habitualmente em relação ao jazz e a música ‘culta-clássica’ é aquela que podemos pensar em relação aos maracatus sem o componente religioso: macumba para turista”, critica.

Mesmo com uma carreira estável, a existência de público interessado e muitos espaços de expressão não só da música, mas de outras artes, Alípio afirma querer tocar mais no Recife e, além disso, compartilhar suas experiências. “Sinto-me disponível e aguardo propostas, estou pronto!”.
No site www.alipiocneto.com, o internauta pode obter mais informações sobre o som do artista.


Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (Luigi Onori - il manifesto 07/11/2012)






Saturday, October 27, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio ( Gianni Montano - Jazzitalia)

Angelo Olivieri, Alipio C Neto, Doppio Trio 
Progetto Guzman
                       If Not - Omaggio A Mario Schiano                                 

Terre sommerse (2012)1. indicazioni contro
2. If Not Ecstatic We Refound
3. Lover Man
4. Dicintencello vuje
5. A Sud
6. Caatinga
7. G
8. DQ
9. Dadà
10. Accarezzame
11. Corale
12. If Not Ecstatic We Refound
13. Song
Il doppio trio di Angelo Olivieri e Alipio C Neto
Angelo Olivieri - Tromba, pocket trumpet
Alipio C Neto - sassofono tenore, soprano curvo
Silvia Bolognesi - contrabbasso
Roberto Raciti - contrabbasso
Marco Ariano - Batteria, percussioni, effetti
Ermanno Baron - Batteria

Maria Pia De Vito - voce
Eugenio Colombo - sassofono soprano, flauto
Pasquale Innarella - sassofono contralto
Ivano Nardi - Batteria, oggetti
Giancarlo Schiaffini - Trombone


"Se Mario Schiano avesse studiato con regolarità e metodo il suo strumento avremmo avuto una copia dei tanti musicisti ben preparati, inappuntabili, che girano nel circuito jazzistico, ma non avremmo mai avuto uno come Mario Schiano..." Così si esprimevaBruno Tommaso a pochi giorni dalla scomparsa del suo amico e compagno di tante avventure musicali. L'importanza del sassofonista napoletano nel panorama nazionale trascende, come è ovvio, gli aspetti meramente tecnici. La sua influenza su tutta la scena nostrana consiste nel movimento, nell'agitazione che ha provocato nel jazz italiano, causando vere e proprie scosse telluriche in un ambiente che viveva di stabilità e di consolidate certezze. A quattro anni dalla morte, un gruppo di coraggiosi e competenti musicisti, riuniti sotto il titolo di "Progetto Guzman", volendo così ricordare il luogo di un concerto mitico svoltosi a Orbetello nel 1969, confezionano un disco di rara intensità e bellezza dedicato all'artista partenopeo. Il cd è stato inciso dal vivo presso l'auditorium della scuola di musica di Testaccio e si configura, nelle intenzioni, come un esplicito omaggio.
Innanzitutto sono stati analizzati e catalogati gli elementi tipici dell'estetica di Schiano: canzoni napoletane della tradizione più classica, riprese magari per ironizzarci sopra o per "tradire il modello" con deferente affetto; motivi legati al mondo del night club, dove il sassofonista aveva lavorato prima del suo trasferimento a Roma e a cui era rimasto, comunque, legato; la rilettura sgangherata degli standards, più vilipesi che onorati, o forse rispettati perchè "rovinati", "minati alle basi"; l'improvvisazione pura, senza vincoli di sorta; le melodie di Schiano di carattere popolare o popolaresco.

Su queste strutture, più o meno definite, si sviluppa una serie di tracce in rapporto con il mondo espressivo di Mario Schiano direttamente, con l'esecuzione di temi a lui particolarmente cari o indirettamente con originals ispirati alle sue preferenze musicali.

Il merito di questa operazione va in larga parte a Paolo Carradori che ha spinto e promosso questa "non" celebrazione, perché non si può celebrare un personaggio di questa tipologia e, ovviamente, ai musicisti coinvolti nell'impresa.

Il nucleo portante dell'incisione è formato da due trii quasi speculari: basso e batteria da una parte, la tromba e il sassofono dall'altra. I due gruppi più che fronteggiarsi si amalgamano in una "fusione a caldo" foriera di un sound ben organizzato, pieno di forza e di energia, attraverso una liaison sotterranea o patente con il blues, un allacciamento avvertibile con i suoni del meridione e, ca va sans dire, un "bagno" inevitabile nel crogiuolo della "New Thing" afroamericana.
Si distingue, come solista, la voce abrasiva e lirica dell'ottone di Angelo Olivieri. Gli risponde dall'altro lato il suono ispido e afrobrasiliano, onnicomprensivo stilisticamente, mutevole al diversificarsi delle situazioni, del sassofonista, di adozione portoghese, Alipio C Neto.
La Bolognesi Raciti, da parte loro, dialogano con una profondità e una leggerezza di tocco da manuale del contrabbasso contemporaneo.
Marco Ariano ed Ermanno Baron sono in un continuo assolo e in permanente tensione. Non possono permettersi pause o divagazioni e si dimostrano sempre presenti sul pezzo.
Ai due trii si affiancano musicisti come Eugenio Colombo e Giancarlo Schiaffini, che hanno condiviso, fra l'altro, con Schiano la militanza nell'Italian Instabile Orchestra e sono particolarmente in vena, come sempre gli succede. Inoltre è ospite speciale Pasquale Innarella, uno degli allievi prediletti, protagonista di diverse edizioni delle "Controindicazioni", la rassegna dedicata ai creativi che non trovavano spazi in altri festival istituzionali, prodotta dall'attività instancabile di promotore artistico del musicista campano. Ci sono pure la cantante Maria Pia De Vito in una stralunata e quasi sofferta "Dicitencello vuie" e il batterista e non solo Ivano Nardi, impegnato ad aggiungere "rumori", per mezzo della percussione di oggetti impropri, a tutto l'insieme.

Curiosamente, ma non tanto, alcuni brani vengono denominati come " Composizioni estemporanee". Si percepisce, qui, una scelta ben precisa, già enunciata da Eugenio Colombo in una recente intervista a radio 3: "Non mi piace il termine improvvisazione assegnato a determinata musica. Il nome stesso fa pensare a un qualcosa di non pianificato, di scarsamente progettuale, di "buttato là come viene" senza la necessaria cura e consapevolezza da parte dei musicisti".

Sono, in sostanza, settantun minuti di grande jazz, perchè di questo si tratta, dove succede di tutto nel nome di Schiano, ma si va anche oltre la sua eredità, si supera l'insegnamento del maestro(che sicuramente rifiutava questo ruolo) per comporre una musica tanto libera nella costruzione, nello sviluppo, quanto rigorosa nel ribadire l'assunto "If not ecstatic we refund". E qui materiale per andare in estasi ce n'è in abbondanza; non c'è rischio di rifondere alcunché a chicchessia...

Gianni Montano per Jazzitalia

http://www.jazzitalia.net/recensioni/ifnot.asp#.UIxOVrReJrM

Sunday, September 16, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio ( Enzo Boddi - Jazz Colours)


PROGETTO GUZMAN IF NOT (Terre Sommerse – 2012)



Angelo olivieri (tr, pocket tr), Alipio C neto (ss, st), Silvia Bo- lognesi, Roberto Raciti (cb), Marco Ariano, Ermanno Baron (bt, prc), Giancarlo Schiaffini (tbn), Eugenio Colombo (ss, fl), pasquale Innarella (sa), Ivano nardi (bt), Maria pia de vito (vc)


Il progetto è nato nel 2009 da un’idea di Paolo Carradori, che nel settembre 1969 aveva invitato il trio di Schiano per un concerto alla Polveriera Guzman di Orbetello: da quell’occasione nacque un’amicizia quarantennale. Il disco, più che essere un omaggio al geniale sassofonista scomparso nel 2008, ne interpreta lo spirito. Fondamentale è il ruolo del doppio trio assemblato intorno ad Olivieri e Neto, già protagonisti di pregevoli lavori per Terre Sommerse. La feconda dialettica che ne consegue anima i due episodi di If Not Ecstatic We Refund, caratterizzati da un portato melodico e un impeto corale che ricorda le incisioni di Albert Ayler con Don Cherry. Nel secondo, la presenza di Schiaffini e Colombo, antichi sodali di Schiano, favorisce l’intensificarsi di polifonie free in qualche misura riconducibili al coltraniano “Ascension”. Lo spirito collettivo e libertario è ulteriormente accentuato da G, DQ, Dadà Corale, tutte composizioni estemporanee. Sud, altro brano storico, è inserito in una suite tripartita completata da un brano di Olivieri e Sa Bruscia di Marcello Melis, documentando ampiamente la propensione di Schiano a coniugare free form retaggio popolare. Un dato, questo, che la vocalità di Maria Pia De Vito sviscera al meglio in Dicitencello Vuje. Il trattamento riservato a Lover Man — pezzo che Schiano trasformava da par suo — richiama le sperimentazioni dell’Art Ensemble of Chicago, soprattutto per il modo in cui le cellule del tema vengono lasciate emergere poco a poco. Spiccano poi Indicazioni Contro di Olivieri, evidente allusione alla rassegna “Controindicazioni” ideata da Schiano, e Caatinga di Neto. Il trombettista maremmano compendia nella propria voce, oltre a Cherry, elementi desunti da Lester Bowie e Bill Dixon con una varietà timbrica agevolata dall’uso delle sordine. Il brasiliano è uno specialista di soprano ricurvo, sul quale idealmente convoglia le asperità di Roscoe Mitchell, la razionalità di Steve Lacy e occasionalmente il fuoco di David Liebman. L’amore di Schiano per la canzone e la melodia viene infine onorato nel frammento di Accarezzame e nella conclusiva Song, chiusa da un breve estratto originale: qui la voce di Schiano — che modula frasi strascicate ed espressive alla stregua di un ottone — commuove e provoca brividi._En.Bo. 

Friday, September 14, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio - Omaggio a Mario Schiano (Gigi Sabelli - All About Jazz)

If Not 

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio - Omaggio a Mario Schiano 

Terre Sommerse / Jèi (2012)

di Gigi Sabelli


Forse proprio l'estasi non l'abbiamo raggiunta, ma questo nulla toglie alla validità di questo disco. Il titolo If Not richiama infatti quel "If Not Ecstatic, We Refund" (se non andate in estasi vi rimborsiamo) con cui il sassofonista, compositore, artista e attore Mario Schiano, a cui è dedicato questo CD, aveva intitolato una delle sue composizioni.

È una dichiarazione d'intenti burlesca e vagamente demistificatoria che coglie in pieno la cifra del compianto Mario Schiano, protagonista di primo piano del free jazz italiano sin dai primi anni Sessanta e Settanta, una figura animata da curiosità che continuò a dedicarsi allo studio della musica improvvisata e a perseguire una sua visione della libertà con grande disponibilità verso tutto ciò che sapeva di nuovo, con l'ironia e l'apertura mentale che dimostrò fino alla fine.
L'omaggio è un corollario del progetto Guzman, ideato dal trombettista Olivieri e da Paolo Carradori (amico di Schiano, musicista e giornalista) che con un concerto a Orbetello, nel settembre 2009, celebrarono lo spettacolo di quarant'anni prima, quando Mario Schiano si era esibito alla guida del suo trio nella cittadina toscana.
Oltre a un doppio trio di jazzisti improvvisatori di diverse età partecipa alla festa anche chi con Schiamo suonò più o meno a lungo (Schiaffini, Colombo, Innarella e Nardi) e il disco è corredato da belle note di copertina firmate da Alipio C Neto, da Olivieri e soprattutto da Carradori, che traccia un quadro sintetico, commosso ma ineccepibile della forza umana di Schiano e della sua idea di musica come percorso di ricerca infinita. In effetti dalle vivaci interpretazioni dei suoi brani, ma in fondo anche dai brani originali e estemporanei, trapelano con forza i caratteri della musica di Schiano: una voglia vulcanica di liberarsi da convenzioni troppo strette, l'irriverenza quasi zappiana nei confronti di ogni mito precostituito e la capacità di trovare un punto di incontro tra tradizione popolare, folclore italico (napoletano naturalmente, ma anche sardo) e improvvisazione collettiva.
Il doppio trio - continuatore di una formazione speculare che risale Ornette Coleman - sostiene la tromba (dal timbro vagamente hot) e il sax (dal fraseggio trasognato e una pronuncia vagamente lacyana al soprano) alternando frastagliati contrasti e dolci declivi armonici lungo un repertorio piuttosto diversificato: ci sono vere e proprie canzoni, impro collettive e forme puramente jazzistiche tra cui gli episodi più emblematici sono le due versioni di "Indicazioni contro" e la suite "A Sud".
Visita i siti di Angelo Olivieri e Alípio C Neto.

Valutazione: 3.5 stelle
Elenco dei brani:
01. Indicazioni contro; 02. If Not Ecstatic We Refund; 03. Lover Man; 04. Dicintencello vuje; 05. A Sud; 06. Caatinga; 07. G; 08. DQ; 09. Dadà; 10. Accarezzame; 11. Corale; 12. If Not Ecstatic We Refund; 13. Song.
Musicisti:
Angelo Olivieri (tromba, pocket trumpet); Alipio C Neto (sax tenore, soprano curvo); Silvia Bolognesi (contrabbasso); Roberto Raciti (contrabbasso); Marco Ariano (batteria, percussioni, effetti); Ermanno Baron (batteria); Maria Pia De Vito (voce); Eugenio Colombo (sax soprano, flauto); Pasquale Innarella (sax contralto); Ivano Nardi (batteria, oggetti); Giancarlo Schiaffini trombone.
Stile: Improv

Pubblicato: 13-05-2012

http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=8298

Wednesday, September 5, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (Stuart Broomer - POINT OF DEPARTURE)


Progetto Guzman: Angelo Olivieri & Alípio C Neto Double Trio
If Not: omaggio a Mario Schiano
Terresommerse TSJE1013
 This homage to the late Mario Schiano – alto saxophonist, composer, bandleader and spiritual father of Italian free jazz – was organized by the writer Paolo Carradori for a concert commemorating the fortieth anniversary of a Schiano trio performance he had presented in 1969 at the Polveriera Guzman (once literally a powder keg) in Orbetello in Tuscany. The principal instrument of the tribute is the Double Trio, a sextet which has trumpeter Angelo Olivieri and soprano and tenor saxophonist Alipio C Neto each leading a trio with bass and drums. Along the way there are smaller subdivisions of the group as well as expansions with a series of guests that includes two distinguished Schiano collaborators: saxophonist Eugenio Colombo and trombonist Giancarlo Schiaffini.
Mario Schiano was an expressive personality and his music teemed with life – passionate, yearning, explosive and playful by turn. He took the “free” in free jazz seriously, and it meant he could indulge in sentimental pop ballads if he wished as well as long stretches of blues. The Guzman Project is true to that freedom and that breadth. When the Double Trio is playing Schiano’s “If not ecstatic we refund” (heard first with the six musicians then later reprised with Colombo and Schiaffini added) it feels very much like Don Cherry’s mid-sixties Blue Note bands, with Olivieri’s pocket trumpet a central voice surrounded by Neto’s blistering saxophone and the tumult of the paired rhythm sections. The resemblance is even stronger on performances of “Lover Man” and “Accarezzame,” an Italian pop ballad of the 1950s in which Olivieri’s trumpet acts as conductor for the free-time melodies.
There are also spontaneous compositions in which the group changes shape. A quartet of Schiaffini and the Neto trio achieves a rare sense of controlled intensification, a care that still apparent when the group expands to octet and nonet for some brief works with remarkably controlled design: “DQ” is an unlikely combination of hard bop textures, blues and free jazz that succeeds admirably, while the chirping “Corale” has an oddly Messiaen-ic air. Concluding with a tape of one of Schiano’s quirky vocal improvisations, this is a fitting tribute to him, abiding by his apparent credo that every note should mean something. 
–Stuart Broomer


Tuesday, July 17, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (Fabricio Vieira - FREE FORM, FREE JAZZ)

ALÍPIO C NETO / ANGELO OLIVIERI

If Not

*Terre Sommerse

O saxofonista pernambucano Alípio C Neto, agora radicado na Itália, gravou este belíssimo “If Not” apoiado em um “duplo trio”, o seu e o do trompetista Angelo Olivieri –além de mais alguns convidados certeiros, como o trombonista Giancarlo Schiaffini. Homenagem ao pioneiro saxofonista da free music italiana Mario Schiano (1933-2008), “If Not” apresenta uma sonoridade de livre expressão lírica, com complexas interações entre os músicos e pontos luminares com diálogos precisos proporcionados por sax e trompete, como pode ser bem degustado em “À Sud – suíte doppio trio”, melhor exemplar do conjunto –destaque para a passagem em que o baixo captura os ouvidos com uma sedutora linha repetitiva que remete sutilmente ao icônico toque de Jimmy Garrison em “Acknowledgement”.

Alípio está neste mês de passagem pelo Brasil, em sua Recife. Ninguém se habilita a convidá-lo para uma gig aqui na cidade?

Wednesday, June 6, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (il Giornale 01 giugno 2012)





«If not ecstatic we refund»: se non andate in estasi vi rimborsiamo. È il titolo di un tema del sassofonista Mario Schiano, qui eseguito due volte da due formazioni diverse. Il disco è stupendo perch´ celebra la memoria di Schiano in modo propositivo con brani scritti da lui, o che lui suonava o gli erano cari; ma ancor più rievocando il jazz informale italiano che Schiano ha letteralmente inventato. Mèntore dell'operazione è il giornalista Paolo Carradori, realizzatori primari i musicisti Angelo Olivieri e Alípio C Neto.


Franco Fayenz

http://www.ilgiornale.it/spettacoli/omaggio_mario_schiano/01-06-2012/articolo-id=590561-page=0-comments=1

Monday, May 28, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (ALIAS - il manifesto 12 maggio 2012)










                                                           Mario Gamba

Tuesday, May 8, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio

Progetto Guzman – If Not omaggio a Mario Schiano





L´omaggio a Mario Schiano, fra i primi in Italia a raccogliere il messaggio del free jazz che veniva dall´America, è opera di un doppio trio e di alcuni ospiti che si aggiungono in alcuni brani registrati in due giorni di concerti all´Auditorium della scuola di musica del Testaccio a Roma.
L´idea del doppio trio ci riporta subito all´idea del famoso Free Jazz diOrnette Coleman, inciso con un doppio quartetto. La musica degli italiani si muove comunque su tutt´altre coordinate rispetto a quella storica incisione.
L´omaggio al sassofonista contralto napoletano passa per l´esecuzione di un paio di sue composizioni, ma anche per il forte feeling che aleggia sulle esecuzioni. I musicisti sono tutti molto coinvolti in quello che fanno e dalle note emerge un senso di lirismo e partecipazione intenso che attira l´attenzione dell´ascoltatore al di là del genere. Fortissimo l´impatto di If Not Ecstatic We Refund, composizione di Schiano.
Gli standard sono un patrimonio del jazz che non si esaurisce mai, ed ecco che c´è Lover Man e poi la musica napoletana, perché no? con Dicintencello vuje cantata da Maria Pia De Vito.
Il messaggio di Schiano è arrivato in decenni di attività a quello che è il jazz italiano con continuità, fino alle esibizioni della Italian Instabile Orchestra, ed ora arriva a questi musicisti che ne riprendono quell´aria di non ortodossia a quella che è l´opinione corrente. Gli standard sono eseguiti in modo irriverente ed i collettivi si esprimono nell´aria di libertà che questa musica è solita esprimere.
Gli intrecci di corde dei due contrabbassi – Silvia Bolognesi e Roberto Raciti e le due batterie – Marco Ariano e Ermanno Baron sono un elemento inconsueto su cui Angelo Olivieri alla tromba e Alipio C Neto al sax tenore ed al soprano curvo dialogano in modo fitto. In alcuni brani ci sono degli ospiti. A parte la già citata Maria Pia De Vito ci sono Eugenio Colombo al sax soprano ed al flauto, Pasqualle Innarella al sax contralto, Ivano Nardi alla batteria e Giancarlo Schiaffini al trombone.
Label: Terre Sommerse
Anno: 2011
Tracklist
01. indicazioni contro
02. If Not Ecstatic We Refound
03. Lover Man
04. Dicintencello vuje
05. A Sud
06. Caatinga
07. G
08. DQ
09. Dadà
10. Accarezzame
11. Corale
12. If Not Ecstatic We Refound
13. Song

http://www.musiczoom.it/?p=6800

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio


If Not loro

Loro (essi) sono:

Il doppio trio di Angelo Olivieri e Alipio C Neto

Angelo Olivieri tromba, pocket trumper
Alipio C Neto sassofono tenore, soprano curvo
Silvia Bolognesi contrabbasso
Roberto Raciti contrabbasso
Marco Ariano batteria, percussioni, effetti
Ermanno Baron batteria
e
Maria Pia De Vito voce
Eugenio Colombo sassofono soprano, flauto
Pasquale Innarella sassofono contralto
Ivano Nardi batteria, oggetti
Giancarlo Schiaffini trombone

Il CD if not [Terre Sommerse TSJE1013] è frutto del PROGETTO GUZMAN di Paolo Carradori, OMAGGIO A MARIO SCHIANO ideato e realizzato per ricordare il musicista scomparso nel maggio 2008 e il concerto del trio di Mario Schiano (sax alto), Bruno Tommaso (contrabbasso) e Franco Pecori (batteria), organizzato da Carradori alla Polveriera spagnola Guzman di Orbetello il 13 settembre 1969. I 13 pezzi del CD, in forma articolata e liberamente organica, esprimono spirito di coerenza verso le radici e lo sviluppo di una musica non conclusa e ancora da farsi, specie in un momento come l’attuale, di regressione creativa e di false consapevolezze mercantili. Particolarmente giuste le riprese dei due temi di Schiano: Sud e soprattutto il “primitivo” e sarstico, antimanieristico If not ecstatic we refund.

Il CD if not è stato prodotto da Paolo Carradori con Rita Cosma (ex moglie di Schiano) e Fabio Furnari (etichetta Terre Sommerse)

Thursday, March 29, 2012

JAZZWORD REVIEWS - Alípio C Neto / Thelmo Cristovam TRIATOMA INFESTANS


Alípio C. Neto/Thelmo Cristovam

Triatoma Infestans
Creative Sources CS 188 CD

Lol Coxhill/Alex Ward

Old Sights, New Sounds

Incus CD 61

Gianni Mimmo/Harri Sjöström

Live at Bauchhund Berlin 2010

Amirani Records AMRN 026

Unusual to contemplate and difficult to execute without straining, duos involving improvisers playing high-pitched reed instruments unaccompanied are as unique as they are infrequent. Yet the skills, talents and techniques which characterize the three duos here convincingly demonstrate that first-rate playing can arise in this potentially limiting format.

Tellingly, each duo is made up of partners who are distinctly different from one another, making for the necessary tension and distance that must characterize sets such as these. Gianni Mimmo and Harri Sjöström for instance are both soprano saxophonists of about the same age influenced by Steve Lacy. But the similarity ends there. Sjöström was born in Turku, Finland, studied with Lacy among others, composes film music and has played with improv masters such as violinist Philipp Wachsmann and pianist Cecil Taylor. Often working in solo situations, with silence and electro-acoustic timbres, Gianni Mimmo a native of Pavia, Italy, has played with guitarist John Russell and vocalist Jean-Michel Van Schouwburg. Meanwhile on Old Sights, New Sounds; more separates soprano saxophonist Lol Coxhill and clarinetist Alex Ward than choice of instruments. Coxhill, who has worked with nearly everyone in British improv from drummer Roger Turner to pianist Pat Thomas – as well as Lacy –, is 42 years older than Ward, who also plays rock guitar, usually in the company of drummer Steve Noble and bassist John Edwards. Triatoma Infestans’ Alípio C. Neto and Thelmo Cristovam on the other hand, are both Brazilian. But besides improvising on C-melody saxophone here, Cristovam also plays trombone and trumpet, studied physics and mathematics, researches among other facets, psychoacoustics, phonography and computer music and works with artists, poets, filmmakers, writers, engineers, animators and game developers. More of a full-time musician, Neto who now lives in Rome, has recorded with, among others, violinist Carlos Zíngaro, guitarist Scott Fields and trumpeter Herb Robertson.

Although Neto is also involved with a synthesis of Hard Bop and Free Jazz, Triatoma Infestans is a nearly 42 minute slab of uncompromising Free Music, perhaps relating more closely to Cristovam’s interests. Certainly unison harmonies and showy reed glossolalia aren’t heard among this collection of multiphonic squeaks, friction-laden split tones and blurry and chunky textures. Although glissandi and sibilant honks are sometimes present much of this dual fantasia is also concerned with clear air blowing and framed single notes, divided between the C-melody’s growly textures and the soprano’s staccato reed bites. Frequently layered so both horns’ output swells into circular breaths, the minimalist interface also encompasses air leaks, sniffs and clicks, plus a combination of key percussion, horn body smacks and tongue slaps. With a mid section of vocalized cries and altissimo yelps, a longish pause ushers in the final variants where Cristovam’s horn turns to splintered triple-tonguing while Neto’s outward breaths take on foghorn-like properties. Eventually the garbled polyphony divides with one man braying a gravelly undercurrent and the other weaving a skein of affiliated, higher-pitched tones, which in this context appear lyrical. Finally a single split tone indicates the ending.

Recorded significantly on the sixth anniversary of Lacy’s death, Mimmo’s and Sjöström’s live session is, in contrast, divided into nine heart-felt instant compositions. Still the vibe is anything but solemn, with the two joking among themselves, to the audience, and with a whole minute on “Facing the Distance” given over to Sjöström discussing the benefits of playing with Italian coffee cups. Down to business, the two knit a multiphonic narrative eventually trading in altissimo squeaks for mid-range expressiveness. That one exposition is filled with abstract vibrations while the other seems to reference a dawdling “Home on the Range” recap points out their contrasting styles.

This lyrical/strident contrast is exhibited throughout the recital, although neither saxophonist appears to stick to either role. On “Tag-soup” for example, joint tootling soon gives way to connective arpeggios and latterly to tremolo peeping from one and legato blowing from the other. Although reed-biting friction is still obvious by the finale, enhanced tonal coloration allows both to shift midway to more swing-based interaction. There’s a similar modus operandi on “Twin Constellation”, when the two aurally scrutinize various timbres with tongue slaps, tremolo pitches and juddering sound flashes. Each man’s cries may be irregular and rubato, but they balance one another. Multiphonic intersections involving buzzing friction again foreshadow flutter tongued, but lyrical ramifications on “Threshold Song”. While cooperation completes the interlude on the final “Spirals” the two do exactly as the title suggests: winnowing and echoing lines at one another. For a climax, one saxophonist squeaks in dog-whistle territory, while the other methodically outlines the scale, coloring the exercise with doits and intense vibrations.

Detached textures and juddering oscillations are the order of the day on Old Sights, New Sounds, although interludes of legato harmony appear on the seven improvisations as well. Like the sounds on the other CDs, it’s often difficult to tell one reed from the other, or even from other instruments.

“Pull Back” for instance features near- tárogató slurs, likely from Coxhill. that are subsequently harmonized with Ward’s shill glissandi to create a series of burbling and burping buzzes plus sprinkles of altissimo peeps. As the pitch becomes harder and tauter, the soprano saxophonist appears to be duetting with himself, as the clarinetist’s tongue flutters add a third voice. It’s probably Coxhill who exhibits a reed-shedding kazoo-like tone on “Back Story” as free-floating tones from Ward pitchslide into a round robin with the other reedist. As the saxophone’s vibrations accelerate to pinched whistling, clarinet tones downshift to throat-bursting growls until both harmonize. Elsewhere, as on “Slug Line” the counterpoint is more atonal. Coxhill’s rough circular breathing sharply swerves from Ward’s baby chick-like peeps, until both reed runs becoming more pressurized and disconnected through the use of finger vibratos and overblowing.

With few resorts to chromaticism, linearity and lyricism, the three duos manage to keep improvisations involving similarly pitched reeds constantly interesting whether as one track or a series of segmented explorations. Each deserves attention.

--Ken Waxman

Track Listing: Old: 1. Establishing Shot 2. Back Story 3. Angle On 4. Slug Line 5. Tight On 6. Pull Back 7. Dissolve

Personnel: Old: Lol Coxhill (soprano saxophone) and Alex Ward (clarinet)

Track Listing: Triatoma: 1. (41.43)

Personnel: Triatoma: Alípio C Neto (curved soprano saxophone) and Thelmo Cristovam (C Melody saxophone)

Track Listing: Live: 1. Introduction 2. Tag-soup 3. Uncovered-pointed 4. Curtain and Beyond 5. Threshold Song 6. Twin Constellation 7. Lied 8. Elliptical 9. Facing the Distance 10. Spirals

Personnel: Live: Gianni Mimmo and Harri Sjöström (soprano saxophones)

December 20, 2011