Sunday, September 16, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio ( Enzo Boddi - Jazz Colours)


PROGETTO GUZMAN IF NOT (Terre Sommerse – 2012)



Angelo olivieri (tr, pocket tr), Alipio C neto (ss, st), Silvia Bo- lognesi, Roberto Raciti (cb), Marco Ariano, Ermanno Baron (bt, prc), Giancarlo Schiaffini (tbn), Eugenio Colombo (ss, fl), pasquale Innarella (sa), Ivano nardi (bt), Maria pia de vito (vc)


Il progetto è nato nel 2009 da un’idea di Paolo Carradori, che nel settembre 1969 aveva invitato il trio di Schiano per un concerto alla Polveriera Guzman di Orbetello: da quell’occasione nacque un’amicizia quarantennale. Il disco, più che essere un omaggio al geniale sassofonista scomparso nel 2008, ne interpreta lo spirito. Fondamentale è il ruolo del doppio trio assemblato intorno ad Olivieri e Neto, già protagonisti di pregevoli lavori per Terre Sommerse. La feconda dialettica che ne consegue anima i due episodi di If Not Ecstatic We Refund, caratterizzati da un portato melodico e un impeto corale che ricorda le incisioni di Albert Ayler con Don Cherry. Nel secondo, la presenza di Schiaffini e Colombo, antichi sodali di Schiano, favorisce l’intensificarsi di polifonie free in qualche misura riconducibili al coltraniano “Ascension”. Lo spirito collettivo e libertario è ulteriormente accentuato da G, DQ, Dadà Corale, tutte composizioni estemporanee. Sud, altro brano storico, è inserito in una suite tripartita completata da un brano di Olivieri e Sa Bruscia di Marcello Melis, documentando ampiamente la propensione di Schiano a coniugare free form retaggio popolare. Un dato, questo, che la vocalità di Maria Pia De Vito sviscera al meglio in Dicitencello Vuje. Il trattamento riservato a Lover Man — pezzo che Schiano trasformava da par suo — richiama le sperimentazioni dell’Art Ensemble of Chicago, soprattutto per il modo in cui le cellule del tema vengono lasciate emergere poco a poco. Spiccano poi Indicazioni Contro di Olivieri, evidente allusione alla rassegna “Controindicazioni” ideata da Schiano, e Caatinga di Neto. Il trombettista maremmano compendia nella propria voce, oltre a Cherry, elementi desunti da Lester Bowie e Bill Dixon con una varietà timbrica agevolata dall’uso delle sordine. Il brasiliano è uno specialista di soprano ricurvo, sul quale idealmente convoglia le asperità di Roscoe Mitchell, la razionalità di Steve Lacy e occasionalmente il fuoco di David Liebman. L’amore di Schiano per la canzone e la melodia viene infine onorato nel frammento di Accarezzame e nella conclusiva Song, chiusa da un breve estratto originale: qui la voce di Schiano — che modula frasi strascicate ed espressive alla stregua di un ottone — commuove e provoca brividi._En.Bo. 

Friday, September 14, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio - Omaggio a Mario Schiano (Gigi Sabelli - All About Jazz)

If Not 

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio - Omaggio a Mario Schiano 

Terre Sommerse / Jèi (2012)

di Gigi Sabelli


Forse proprio l'estasi non l'abbiamo raggiunta, ma questo nulla toglie alla validità di questo disco. Il titolo If Not richiama infatti quel "If Not Ecstatic, We Refund" (se non andate in estasi vi rimborsiamo) con cui il sassofonista, compositore, artista e attore Mario Schiano, a cui è dedicato questo CD, aveva intitolato una delle sue composizioni.

È una dichiarazione d'intenti burlesca e vagamente demistificatoria che coglie in pieno la cifra del compianto Mario Schiano, protagonista di primo piano del free jazz italiano sin dai primi anni Sessanta e Settanta, una figura animata da curiosità che continuò a dedicarsi allo studio della musica improvvisata e a perseguire una sua visione della libertà con grande disponibilità verso tutto ciò che sapeva di nuovo, con l'ironia e l'apertura mentale che dimostrò fino alla fine.
L'omaggio è un corollario del progetto Guzman, ideato dal trombettista Olivieri e da Paolo Carradori (amico di Schiano, musicista e giornalista) che con un concerto a Orbetello, nel settembre 2009, celebrarono lo spettacolo di quarant'anni prima, quando Mario Schiano si era esibito alla guida del suo trio nella cittadina toscana.
Oltre a un doppio trio di jazzisti improvvisatori di diverse età partecipa alla festa anche chi con Schiamo suonò più o meno a lungo (Schiaffini, Colombo, Innarella e Nardi) e il disco è corredato da belle note di copertina firmate da Alipio C Neto, da Olivieri e soprattutto da Carradori, che traccia un quadro sintetico, commosso ma ineccepibile della forza umana di Schiano e della sua idea di musica come percorso di ricerca infinita. In effetti dalle vivaci interpretazioni dei suoi brani, ma in fondo anche dai brani originali e estemporanei, trapelano con forza i caratteri della musica di Schiano: una voglia vulcanica di liberarsi da convenzioni troppo strette, l'irriverenza quasi zappiana nei confronti di ogni mito precostituito e la capacità di trovare un punto di incontro tra tradizione popolare, folclore italico (napoletano naturalmente, ma anche sardo) e improvvisazione collettiva.
Il doppio trio - continuatore di una formazione speculare che risale Ornette Coleman - sostiene la tromba (dal timbro vagamente hot) e il sax (dal fraseggio trasognato e una pronuncia vagamente lacyana al soprano) alternando frastagliati contrasti e dolci declivi armonici lungo un repertorio piuttosto diversificato: ci sono vere e proprie canzoni, impro collettive e forme puramente jazzistiche tra cui gli episodi più emblematici sono le due versioni di "Indicazioni contro" e la suite "A Sud".
Visita i siti di Angelo Olivieri e Alípio C Neto.

Valutazione: 3.5 stelle
Elenco dei brani:
01. Indicazioni contro; 02. If Not Ecstatic We Refund; 03. Lover Man; 04. Dicintencello vuje; 05. A Sud; 06. Caatinga; 07. G; 08. DQ; 09. Dadà; 10. Accarezzame; 11. Corale; 12. If Not Ecstatic We Refund; 13. Song.
Musicisti:
Angelo Olivieri (tromba, pocket trumpet); Alipio C Neto (sax tenore, soprano curvo); Silvia Bolognesi (contrabbasso); Roberto Raciti (contrabbasso); Marco Ariano (batteria, percussioni, effetti); Ermanno Baron (batteria); Maria Pia De Vito (voce); Eugenio Colombo (sax soprano, flauto); Pasquale Innarella (sax contralto); Ivano Nardi (batteria, oggetti); Giancarlo Schiaffini trombone.
Stile: Improv

Pubblicato: 13-05-2012

http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=8298

Wednesday, September 5, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (Stuart Broomer - POINT OF DEPARTURE)


Progetto Guzman: Angelo Olivieri & Alípio C Neto Double Trio
If Not: omaggio a Mario Schiano
Terresommerse TSJE1013
 This homage to the late Mario Schiano – alto saxophonist, composer, bandleader and spiritual father of Italian free jazz – was organized by the writer Paolo Carradori for a concert commemorating the fortieth anniversary of a Schiano trio performance he had presented in 1969 at the Polveriera Guzman (once literally a powder keg) in Orbetello in Tuscany. The principal instrument of the tribute is the Double Trio, a sextet which has trumpeter Angelo Olivieri and soprano and tenor saxophonist Alipio C Neto each leading a trio with bass and drums. Along the way there are smaller subdivisions of the group as well as expansions with a series of guests that includes two distinguished Schiano collaborators: saxophonist Eugenio Colombo and trombonist Giancarlo Schiaffini.
Mario Schiano was an expressive personality and his music teemed with life – passionate, yearning, explosive and playful by turn. He took the “free” in free jazz seriously, and it meant he could indulge in sentimental pop ballads if he wished as well as long stretches of blues. The Guzman Project is true to that freedom and that breadth. When the Double Trio is playing Schiano’s “If not ecstatic we refund” (heard first with the six musicians then later reprised with Colombo and Schiaffini added) it feels very much like Don Cherry’s mid-sixties Blue Note bands, with Olivieri’s pocket trumpet a central voice surrounded by Neto’s blistering saxophone and the tumult of the paired rhythm sections. The resemblance is even stronger on performances of “Lover Man” and “Accarezzame,” an Italian pop ballad of the 1950s in which Olivieri’s trumpet acts as conductor for the free-time melodies.
There are also spontaneous compositions in which the group changes shape. A quartet of Schiaffini and the Neto trio achieves a rare sense of controlled intensification, a care that still apparent when the group expands to octet and nonet for some brief works with remarkably controlled design: “DQ” is an unlikely combination of hard bop textures, blues and free jazz that succeeds admirably, while the chirping “Corale” has an oddly Messiaen-ic air. Concluding with a tape of one of Schiano’s quirky vocal improvisations, this is a fitting tribute to him, abiding by his apparent credo that every note should mean something. 
–Stuart Broomer


Tuesday, July 17, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (Fabricio Vieira - FREE FORM, FREE JAZZ)

ALÍPIO C NETO / ANGELO OLIVIERI

If Not

*Terre Sommerse

O saxofonista pernambucano Alípio C Neto, agora radicado na Itália, gravou este belíssimo “If Not” apoiado em um “duplo trio”, o seu e o do trompetista Angelo Olivieri –além de mais alguns convidados certeiros, como o trombonista Giancarlo Schiaffini. Homenagem ao pioneiro saxofonista da free music italiana Mario Schiano (1933-2008), “If Not” apresenta uma sonoridade de livre expressão lírica, com complexas interações entre os músicos e pontos luminares com diálogos precisos proporcionados por sax e trompete, como pode ser bem degustado em “À Sud – suíte doppio trio”, melhor exemplar do conjunto –destaque para a passagem em que o baixo captura os ouvidos com uma sedutora linha repetitiva que remete sutilmente ao icônico toque de Jimmy Garrison em “Acknowledgement”.

Alípio está neste mês de passagem pelo Brasil, em sua Recife. Ninguém se habilita a convidá-lo para uma gig aqui na cidade?

Wednesday, June 6, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (il Giornale 01 giugno 2012)





«If not ecstatic we refund»: se non andate in estasi vi rimborsiamo. È il titolo di un tema del sassofonista Mario Schiano, qui eseguito due volte da due formazioni diverse. Il disco è stupendo perch´ celebra la memoria di Schiano in modo propositivo con brani scritti da lui, o che lui suonava o gli erano cari; ma ancor più rievocando il jazz informale italiano che Schiano ha letteralmente inventato. Mèntore dell'operazione è il giornalista Paolo Carradori, realizzatori primari i musicisti Angelo Olivieri e Alípio C Neto.


Franco Fayenz

http://www.ilgiornale.it/spettacoli/omaggio_mario_schiano/01-06-2012/articolo-id=590561-page=0-comments=1

Monday, May 28, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio (ALIAS - il manifesto 12 maggio 2012)










                                                           Mario Gamba

Tuesday, May 8, 2012

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio

Progetto Guzman – If Not omaggio a Mario Schiano





L´omaggio a Mario Schiano, fra i primi in Italia a raccogliere il messaggio del free jazz che veniva dall´America, è opera di un doppio trio e di alcuni ospiti che si aggiungono in alcuni brani registrati in due giorni di concerti all´Auditorium della scuola di musica del Testaccio a Roma.
L´idea del doppio trio ci riporta subito all´idea del famoso Free Jazz diOrnette Coleman, inciso con un doppio quartetto. La musica degli italiani si muove comunque su tutt´altre coordinate rispetto a quella storica incisione.
L´omaggio al sassofonista contralto napoletano passa per l´esecuzione di un paio di sue composizioni, ma anche per il forte feeling che aleggia sulle esecuzioni. I musicisti sono tutti molto coinvolti in quello che fanno e dalle note emerge un senso di lirismo e partecipazione intenso che attira l´attenzione dell´ascoltatore al di là del genere. Fortissimo l´impatto di If Not Ecstatic We Refund, composizione di Schiano.
Gli standard sono un patrimonio del jazz che non si esaurisce mai, ed ecco che c´è Lover Man e poi la musica napoletana, perché no? con Dicintencello vuje cantata da Maria Pia De Vito.
Il messaggio di Schiano è arrivato in decenni di attività a quello che è il jazz italiano con continuità, fino alle esibizioni della Italian Instabile Orchestra, ed ora arriva a questi musicisti che ne riprendono quell´aria di non ortodossia a quella che è l´opinione corrente. Gli standard sono eseguiti in modo irriverente ed i collettivi si esprimono nell´aria di libertà che questa musica è solita esprimere.
Gli intrecci di corde dei due contrabbassi – Silvia Bolognesi e Roberto Raciti e le due batterie – Marco Ariano e Ermanno Baron sono un elemento inconsueto su cui Angelo Olivieri alla tromba e Alipio C Neto al sax tenore ed al soprano curvo dialogano in modo fitto. In alcuni brani ci sono degli ospiti. A parte la già citata Maria Pia De Vito ci sono Eugenio Colombo al sax soprano ed al flauto, Pasqualle Innarella al sax contralto, Ivano Nardi alla batteria e Giancarlo Schiaffini al trombone.
Label: Terre Sommerse
Anno: 2011
Tracklist
01. indicazioni contro
02. If Not Ecstatic We Refound
03. Lover Man
04. Dicintencello vuje
05. A Sud
06. Caatinga
07. G
08. DQ
09. Dadà
10. Accarezzame
11. Corale
12. If Not Ecstatic We Refound
13. Song

http://www.musiczoom.it/?p=6800

Angelo Olivieri & Alípio C Neto Doppio Trio


If Not loro

Loro (essi) sono:

Il doppio trio di Angelo Olivieri e Alipio C Neto

Angelo Olivieri tromba, pocket trumper
Alipio C Neto sassofono tenore, soprano curvo
Silvia Bolognesi contrabbasso
Roberto Raciti contrabbasso
Marco Ariano batteria, percussioni, effetti
Ermanno Baron batteria
e
Maria Pia De Vito voce
Eugenio Colombo sassofono soprano, flauto
Pasquale Innarella sassofono contralto
Ivano Nardi batteria, oggetti
Giancarlo Schiaffini trombone

Il CD if not [Terre Sommerse TSJE1013] è frutto del PROGETTO GUZMAN di Paolo Carradori, OMAGGIO A MARIO SCHIANO ideato e realizzato per ricordare il musicista scomparso nel maggio 2008 e il concerto del trio di Mario Schiano (sax alto), Bruno Tommaso (contrabbasso) e Franco Pecori (batteria), organizzato da Carradori alla Polveriera spagnola Guzman di Orbetello il 13 settembre 1969. I 13 pezzi del CD, in forma articolata e liberamente organica, esprimono spirito di coerenza verso le radici e lo sviluppo di una musica non conclusa e ancora da farsi, specie in un momento come l’attuale, di regressione creativa e di false consapevolezze mercantili. Particolarmente giuste le riprese dei due temi di Schiano: Sud e soprattutto il “primitivo” e sarstico, antimanieristico If not ecstatic we refund.

Il CD if not è stato prodotto da Paolo Carradori con Rita Cosma (ex moglie di Schiano) e Fabio Furnari (etichetta Terre Sommerse)

Thursday, March 29, 2012

JAZZWORD REVIEWS - Alípio C Neto / Thelmo Cristovam TRIATOMA INFESTANS


Alípio C. Neto/Thelmo Cristovam

Triatoma Infestans
Creative Sources CS 188 CD

Lol Coxhill/Alex Ward

Old Sights, New Sounds

Incus CD 61

Gianni Mimmo/Harri Sjöström

Live at Bauchhund Berlin 2010

Amirani Records AMRN 026

Unusual to contemplate and difficult to execute without straining, duos involving improvisers playing high-pitched reed instruments unaccompanied are as unique as they are infrequent. Yet the skills, talents and techniques which characterize the three duos here convincingly demonstrate that first-rate playing can arise in this potentially limiting format.

Tellingly, each duo is made up of partners who are distinctly different from one another, making for the necessary tension and distance that must characterize sets such as these. Gianni Mimmo and Harri Sjöström for instance are both soprano saxophonists of about the same age influenced by Steve Lacy. But the similarity ends there. Sjöström was born in Turku, Finland, studied with Lacy among others, composes film music and has played with improv masters such as violinist Philipp Wachsmann and pianist Cecil Taylor. Often working in solo situations, with silence and electro-acoustic timbres, Gianni Mimmo a native of Pavia, Italy, has played with guitarist John Russell and vocalist Jean-Michel Van Schouwburg. Meanwhile on Old Sights, New Sounds; more separates soprano saxophonist Lol Coxhill and clarinetist Alex Ward than choice of instruments. Coxhill, who has worked with nearly everyone in British improv from drummer Roger Turner to pianist Pat Thomas – as well as Lacy –, is 42 years older than Ward, who also plays rock guitar, usually in the company of drummer Steve Noble and bassist John Edwards. Triatoma Infestans’ Alípio C. Neto and Thelmo Cristovam on the other hand, are both Brazilian. But besides improvising on C-melody saxophone here, Cristovam also plays trombone and trumpet, studied physics and mathematics, researches among other facets, psychoacoustics, phonography and computer music and works with artists, poets, filmmakers, writers, engineers, animators and game developers. More of a full-time musician, Neto who now lives in Rome, has recorded with, among others, violinist Carlos Zíngaro, guitarist Scott Fields and trumpeter Herb Robertson.

Although Neto is also involved with a synthesis of Hard Bop and Free Jazz, Triatoma Infestans is a nearly 42 minute slab of uncompromising Free Music, perhaps relating more closely to Cristovam’s interests. Certainly unison harmonies and showy reed glossolalia aren’t heard among this collection of multiphonic squeaks, friction-laden split tones and blurry and chunky textures. Although glissandi and sibilant honks are sometimes present much of this dual fantasia is also concerned with clear air blowing and framed single notes, divided between the C-melody’s growly textures and the soprano’s staccato reed bites. Frequently layered so both horns’ output swells into circular breaths, the minimalist interface also encompasses air leaks, sniffs and clicks, plus a combination of key percussion, horn body smacks and tongue slaps. With a mid section of vocalized cries and altissimo yelps, a longish pause ushers in the final variants where Cristovam’s horn turns to splintered triple-tonguing while Neto’s outward breaths take on foghorn-like properties. Eventually the garbled polyphony divides with one man braying a gravelly undercurrent and the other weaving a skein of affiliated, higher-pitched tones, which in this context appear lyrical. Finally a single split tone indicates the ending.

Recorded significantly on the sixth anniversary of Lacy’s death, Mimmo’s and Sjöström’s live session is, in contrast, divided into nine heart-felt instant compositions. Still the vibe is anything but solemn, with the two joking among themselves, to the audience, and with a whole minute on “Facing the Distance” given over to Sjöström discussing the benefits of playing with Italian coffee cups. Down to business, the two knit a multiphonic narrative eventually trading in altissimo squeaks for mid-range expressiveness. That one exposition is filled with abstract vibrations while the other seems to reference a dawdling “Home on the Range” recap points out their contrasting styles.

This lyrical/strident contrast is exhibited throughout the recital, although neither saxophonist appears to stick to either role. On “Tag-soup” for example, joint tootling soon gives way to connective arpeggios and latterly to tremolo peeping from one and legato blowing from the other. Although reed-biting friction is still obvious by the finale, enhanced tonal coloration allows both to shift midway to more swing-based interaction. There’s a similar modus operandi on “Twin Constellation”, when the two aurally scrutinize various timbres with tongue slaps, tremolo pitches and juddering sound flashes. Each man’s cries may be irregular and rubato, but they balance one another. Multiphonic intersections involving buzzing friction again foreshadow flutter tongued, but lyrical ramifications on “Threshold Song”. While cooperation completes the interlude on the final “Spirals” the two do exactly as the title suggests: winnowing and echoing lines at one another. For a climax, one saxophonist squeaks in dog-whistle territory, while the other methodically outlines the scale, coloring the exercise with doits and intense vibrations.

Detached textures and juddering oscillations are the order of the day on Old Sights, New Sounds, although interludes of legato harmony appear on the seven improvisations as well. Like the sounds on the other CDs, it’s often difficult to tell one reed from the other, or even from other instruments.

“Pull Back” for instance features near- tárogató slurs, likely from Coxhill. that are subsequently harmonized with Ward’s shill glissandi to create a series of burbling and burping buzzes plus sprinkles of altissimo peeps. As the pitch becomes harder and tauter, the soprano saxophonist appears to be duetting with himself, as the clarinetist’s tongue flutters add a third voice. It’s probably Coxhill who exhibits a reed-shedding kazoo-like tone on “Back Story” as free-floating tones from Ward pitchslide into a round robin with the other reedist. As the saxophone’s vibrations accelerate to pinched whistling, clarinet tones downshift to throat-bursting growls until both harmonize. Elsewhere, as on “Slug Line” the counterpoint is more atonal. Coxhill’s rough circular breathing sharply swerves from Ward’s baby chick-like peeps, until both reed runs becoming more pressurized and disconnected through the use of finger vibratos and overblowing.

With few resorts to chromaticism, linearity and lyricism, the three duos manage to keep improvisations involving similarly pitched reeds constantly interesting whether as one track or a series of segmented explorations. Each deserves attention.

--Ken Waxman

Track Listing: Old: 1. Establishing Shot 2. Back Story 3. Angle On 4. Slug Line 5. Tight On 6. Pull Back 7. Dissolve

Personnel: Old: Lol Coxhill (soprano saxophone) and Alex Ward (clarinet)

Track Listing: Triatoma: 1. (41.43)

Personnel: Triatoma: Alípio C Neto (curved soprano saxophone) and Thelmo Cristovam (C Melody saxophone)

Track Listing: Live: 1. Introduction 2. Tag-soup 3. Uncovered-pointed 4. Curtain and Beyond 5. Threshold Song 6. Twin Constellation 7. Lied 8. Elliptical 9. Facing the Distance 10. Spirals

Personnel: Live: Gianni Mimmo and Harri Sjöström (soprano saxophones)

December 20, 2011

Sunday, July 10, 2011

il manifesto (ALIAS n. 27 del 09/07/2011) "AIR" Francesco Lo Cascio / Alípio C Neto / Federico Ughi




AIR (Terresommerse)

IMMENSO Si può fare improvvisazione d'assieme e non cadere nella routine? Si può, quindi, rendere omaggio sul serio al concetto di composizione istantanea? Si può. Lo dimostra questo trio di pensatori ispirati della musica «scritta nella testa». Parlano di aria nel titolo e fanno bene. Perché la loro è musica ariosa. Poi: è musica di rarefazione commossa. Poi: è musica di riflessione e sintesi creativa. Lo Cascio, vibrafonista, sa che i veri maestri dello strumento per l'attualità musicale sono Bobby Hutcherson e Teddy Charles, non gli ottimi Lionel Hampton e Milton Jackson o il meno ottimo Gary Burton. Se ne ricorda, si ricorda pure degli itinerari melodici (sissignori: melodici) di Anton Webern, ma poi fa benissimo di testa sua come coordinatore e solista. Neto, sax soprano e tenore, rilegge magnificamente, con delicatezza, la storia del jazz post-free. Il batterista Ughi è superbo per tecnica misura intuito.

Mario Gamba

Jazz Convention (Venerdì 17 Giugno 2011) " AIR" Francesco Lo Cascio / Alìpio C Neto / Federico Ughi

Improvvisazione libera, radicale in alcuni passaggi, condotta con estrema attenzione all'ascolto reciproco, come evidenziano i moltissimi passaggi dalle dinamiche contenute e dalle atmosfere rarefatte. Air è l'incontro di tre musicisti - Francesco Lo Cascio, Alìpio C Neto e Federico Ughi - e la loro conversazione musicale realizzata attraverso i rispettivi strumenti. Le otto tracce rappresentano un continuum sonoro, separate solamente da un attimo di pausa nel discorso complessivo.
Vibrafono, sassofoni, batteria in un dialogo serrato: i tre musicisti coinvolgono nel corso del disco tutte le potenzialità degli strumenti per condurre in maniera collettiva e corale il flusso sonoro. Silenzi, suoni leggeri e prolungati, quasi mai urlati o aggressivi: il trio si esprime con atteggiamento disteso, i passaggi vengono risolti con calma e ogni nota viene suonata con partecipazione, come risposta e proposta alle linee degli altri.
La melodia diventa, di conseguenza, centrale nello scorrere del lavoro. Air è un lavoro cantabile: le linee si succedono in una staffetta composta, si fondono e si incontrano, magari le voci si confrontano, in maniera problematica ma non aspra, ma sempre con l'intenzione di esporre, gli uni, e accettare per rispondere e portare avanti, gli altri, un discorso dai toni pacati. Il tono di Air è gentile e disponibile, pur affermando con coerente coscienza il proprio mondo radicale.
Il disco di Lo Cascio, Neto e Ughi ha i suoi riferimenti in una ricerca volta ad unire avanguardia e spiritualità, libertà formale e impasti timbrici. Non è certo un lavoro facile, ma si comprende come il trio non voglia tenere le distanze e rendere il proprio flusso sonoro accogliente.

Fabio Ciminiera

Monday, March 14, 2011

monsieur délire - Alípio C Neto / Thelmo Cristovam TRIATOMA INFESTANS




A brazilian duet (well, at least this was recorded in a Brazilian studio), two saxophonists using thoroughly mastered extended techniques. In 42 minutes Triatoma Infestans weaves a sound world comprise between Evan Parker and John Butcher, between circular breathing and careful exploration of the instrument's resonant body. An inspired performance.
François Couture (Monsieur Délire)



Thursday, October 15, 2009

Signal to Noise - PAURA The Construction of Fear


Dennis González has spent time touring and recording in Portugal in recent years, and The Construction of Fear marks his first effort for Lisbon’s Creative Sources label. It’s nice to hear the trumpeter playing with violist Ernesto Rodrigues and his son Guilherme (cello and radio). Along with tenor/soprano saxophonist Alípio C. Neto and percussionist Mark Sanders, they make up Paura. They play music that is a bracing amalgam of scratchy Euro improv and bright lyrical declamations. Unlike a lot of music in this area, Paura doesn’t play with the kind of obsessive detail-driven retreat from expressionism that often creates tedium. Rather, they combine a feel for the meaningfully small with a feisty energy (a winning fusion that characterizes the opening piece). González can really show his range in such a setting: his soft wheezing and overtones on the spacious opening minutes of “Fear 2” make for a tasty synthesis of AACM genre-gestures and London insect music. Neto and G. Rodrigues provide fine contrast with a series of gutturalisms and insistent groans that glue things together. The album as a whole has a nice suite-like structure, with sweet’n’sour tutti passages that suggest chamber compositions, and lots of sub-groupings (the father/son strings areespecially tight in the middle sections), all culminating in the slashing, thudding conclusion. Jason Bivins (Signal to Noise)

Saturday, October 3, 2009

Tuesday, September 29, 2009

Tuesday, August 25, 2009

CLUBE DE JAZZ - Alípio C Neto: Palpando o Abstrato

Alípio C Neto: Palpando o Abstrato

Para apresentar o saxofonista Alípio C Neto, Vitorino redige um excelente texto, que primeiro o contextualiza dentro da vanguarda do jazz e depois analisa seu show em Recife.

20/08/2009 - Bruno Vitorino
O início dos anos 1960 representou, para o jazz, rupturas. As (antes) inovadoras formas do bebop com suas pesadas progressões harmônicas, seus fraseados velozes e seu compasso quaternário passaram a ser vistos como antiquados. Musicalmente, o motivo para tanto foi apenas um: a difusão da atonalidade. Com isso, jazzístas como John Coltrane, Archie Shepp, Cecil Taylor, em busca da plena libertação dos clichês e convenções estabelecidos pelo tonalismo, romperam com os pontos de apoio auditivos (centros tonais), diluíram o beat criando um ritmo irregular, incorporaram elementos musicais das mais variadas culturas (principalmente as orientais) e integraram às composições algo até então não presente no vocabulário musical: o ruído.Os críticos ficaram estarrecidos. Na tentativa de achar algum vestígio de solo firme para caminhar por essa forma de expressão musical, batizaram o movimento de The New Thing - algo como “A Nova Coisa” - acusando os músicos de fazerem anti-música. Já o público, que não era dos maiores haja vista a debandada maciça dos jovens para o universo do rock, ficou ainda mais diminuto. Resultado: nos Estados Unidos, o free ficou reduzido a poucos espaços com pouca platéia. O irônico é que o movimento revolucionário foi encontrar fora de seu local de origem amplo espaço para difusão.Por conta da familiarização dos instrumentistas e do público com o atonalismo devido às experimentações da música erudita, o free jazz encontrou amplo espaço para se desenvolver na Europa. A constante passagem dos jazzístas mais importantes do free no velho continente deixou marcas profundas nos instrumentistas locais. Entusiasmados pelas novas perspectivas improvisativas, músicos como Peter Brötzmann, Evan Parker, Alexander von Schlippenbach, dentre outros, iniciaram a consolidação de um núcleo de livre composição e improvisação na Europa, chegando inclusive a promover avanços significativos nessa linguagem. Como o público acompanhava de perto essas exitosas experimentações, os músicos tinham sempre a quem mostrar suas composições. Dessa forma, nichos eram criados e a música livre se firmava. O resultado desse processo hoje é uma cena free madura, criativa e atuante que tem conexões com a vanguarda do jazz mundo afora.Inserido na atual cena avant-garde da Europa, está o saxofonista brasileiro Alípio Carvalho Neto. Nascido em Floresta, município do Sertão pernambucano, Neto se mudou para Portugal para conclusão de seu doutorado na Universidade de Évora sobre as relações entre a poética literária e a música. Seu interesse pelo universo sonoro começou em casa com o incentivo do pai, o que posteriormente o levou a ingressar na Escola de Música de Brasília. Estudou, no Brasil, com grandes nomes como Hermeto Pascoal, Roberto Sión, Carlos Eduardo Pimentel, Dilson Florêncio, dentre outros. Já gravou e tocou com inúmeros compositores, grupos e orquestras de música brasileira e jazz, a saber: Armando Lôbo, Brasília Popular Orquestra, Gregg Moore, Trio Fulutchi, etc... Nos últimos anos de trabalho em terras portuguesas, o saxofonista se consolidou como uma das mais importantes forças do free jazz atual. Logo assinou com a gravadora lusa Cleen Feed Records que visa registrar os projetos contemporâneos inovadores do jazz livres das convenções da grande indústria cultural, gravando importantes discos com os diferentes projetos que lidera. Em 2006 lançou o excelente Sung as a Gun com seu quinteto franco-luso-belga-brasileiro IMI Kollektief. Já em 2007, foi a vez de Wishful Thinking com outro quinteto plurinacional que retrata musicalmente a dicotomia humana entre racional e instintivo. Mas foi com The Perfume Comes Before the Flower, lançado também em 2007, que Alípio teve seu merecido reconhecimento internacional, recebendo críticas positivas de Richard Cook e Brian Morton na nona edição do “Penguin Guide to Jazz Recordings”, o que o coloca junto com Naná Vasconcelos como os únicos pernambucanos a ter seus trabalhos comentados em tal publicação.Na sua contínua procura por mostrar a música como uma poética dinâmica do artifício humano, além do cerebral e transcendental, C. Neto é intenso. Seu tom vigoroso ao saxofone evidencia um integração surpreendente com o instrumento, tornando possível qualquer forma de expressão que desejar. Os experimentos polifônicos presentes em suas composições levam a música do mais firme solo harmônico ao mais etéreo ruído com uma naturalidade espantosa. Em sua música, o abstrato parece tomar forma. Soa e ressoa palpável.Em sua recente passagem por Recife, Alípio reuniu músicos locais para se aventurarem em suas novas composições baseadas na polifonia do “Cantu a Terone” da Sardenha, no “Cante” alentejano e na tradição musical do Sertão pernambucano. A Alípio C Neto Brasilian Ensemble composta por C. Neto, Ivan do Espírito Santo (sax barítono), Thelmo Cristovam (sax “C” melody), Osman Júnior (baixo) e Márcio Silva (bateria) fez uma bela apresentação. Forte talvez seja o adjetivo mais apropriado, porque liberdade para vôo pressupõe saber voar, caso contrário vira queda livre.Por essa razão, foi interessante presenciar músicos costumeiramente imersos nas convenções do tonal mergulhando na plena liberdade harmônica, rítmica e melódica do free jazz. Saltando sem para-quedas no intuito de planar ao invés de cair, os instrumentistas (à exceção de Cristovam) foram se familiarizando com a linguagem e encontrando seus espaços ao longo do concerto. O resultado foi sublime. Nos tempos atuais onde muito se produz a todo instante e em todos os lugares, torna-se difícil encontrar os trabalhos mais relevantes que merecem um olhar mais aproximado. Pérolas podem passar despercebidas quando circundadas por grãos de areia. Outras preciosidades, no entanto, revelam um brilho tão estonteante que é impossível ficar indiferente. Assim é a música de Alípio C. Neto. Suavidade que ofusca, repouso que tensiona, assimetria que delimita, razão que emociona, palpável que abstrai. Uma junção de complexidades que irradia o humano.

Monday, August 3, 2009

Paura - The Construction Of Fear (Creative Sources, 2008) *****


Two years ago, Brazilian saxophonist Alípio C Neto released a great album on Clean Feed with 'The Perfume Comes Before The Flower", now he goes a step further into avant-garde territory on Ernesto Rodrigues' Creative Sources label, equally Portuguese. Ernesto Rodrigues plays the viola, and his son Guilherme cello, Dennis González plays trumpet (and vocals) and Mark Sanders drums. Father and son Rodrigues are of course well-known for their experimental take to modern music, Sanders is one of the finest drummers in the European free improv scene, but adding González to the band was a very clever move. Against and in the context of the unusual and weird sounds that the string and percussion create, Neto's staggering expressivity and González' emotional lyricism form a wonderful counterbalance. These five musicians are not a natural match, yet their openness to each other and their musical skills for interaction are strong enough to make this an incredibly powerful and creative piece of music. Spread over three long tracks, they dive deep into the meaning of fear, evoking the feeling slowly, gradually, like something that creeps into you, full of surprises, but then rather of the mind, getting you off-balance and into unwanted places. But this is surely not a horror movie, that lives on cheap effects and lack of subtlety, quite the contrary, nuance, finesse, and a sensitive approach to how music can sound different while still striking an emotional chord is the main angle here. This is not music that will make you comfortable, it will suck you up, it will create distress, you will be glad and relieved and sad to hear some long lyrical phrases by González, but then they are replaced by some agonizing wails by Neto, which also dissapear, and you stay with the darkness created by off-beat drums and the extended technique sounds of the viola and cello. And through the quite uncanny and eery sounds, beauty emerges, once you get acquainted with the musical universe they create, once you accept what is going on and stop rationalizing, the artistry opens like a flower, not releasing sweet scents, but a dark and terrifying beauty. No, these guys are not a natural match, but for the music presented here (and it is not jazz, really), they are no doubt the perfect match.
By Stef

Friday, July 31, 2009

ESPAÇOS POLIFÓNICOS

ESPAÇOS POLIFÓNICOS
Rachele Gigli & Alípio C Neto
Brazilian Ensemble
(Livraria Cultura, 31.07.2009, 19.00 h)

Sardegna - Alentejo - Pernambuco

A exposição "ESPAÇOS POLIFÓNICOS", de Rachele Gigli, é uma síntese do encontro da imagem com o som. Inspira-se na composição da polifonia musical de Alípio C Neto, através de impressões recolhidas em conjunto na Sardegna (Itália), Alentejo (Portugal) e Pernambuco (Brasil)."No meu trabalho tentei evidenciar a diversidade e a analogia de três lugares, aparentemente distintos e distantes geográfica e culturalmente, uma polifonia que eu defino como espacial e que se baseia nas formas polifónicas praticadas pelas três culturas étnico-musicais levadas em consideração: a da Sardegna, a do Alentejo e a de Pernambuco.
As formas transpostas nas imagens se individuam do seguinte modo:
A heterofonia é a variante criada da união de imagens diferentes.
Há um bordão, um fio condutor, que une as imagens em uma estória.
Através da imitação o mesmo elemento imagético vem reproposto em momentos diversos. O cânone é uma forma baseada na imitação que estrutura a composição por inteiro.
Imagens diferentes seguem em paralelismo a mesma estrutura." (Rachele Gigli)



(Foto: Alípio C Neto)

Rachele Gigli nasceu em Grado, Itália, estudou em Milão, Portugal, Espanha, Inglaterra, França e Rússia, terminando por se formar na Universidade de Roma Tre em Línguas e Literaturas Estrangeiras com uma tese sobre a obra "Tiempo de Silencio" do escritor espanhol Luis Martín-Santos. Actualmente Rachele Gigli prepara um outro projecto intitulado "Pietra Dinamica", onde, através da representação de paisagens naturais das formas lunares, busca libertar a "pedra" do conceito de inércia que a acompanha.

(Foto: Rachele Gigli)

Alípio C Neto BRAZILIAN ENSEMBLE

Alípio C Neto - saxofones tenor e soprano

Ivan do Espírito Santo - saxofone barítono

Thelmo Cristovam - saxofone C melody

Osman Junior - baixo eléctrico

Luciano Mamão - percussão

Márcio Silva - bateria

Sunday, June 14, 2009

PAURA The Construction of Fear - Alípio C Neto / Dennis Gonzalez / Ernesto Rodrigues / Guilherme Rodrigues / Mark Sanders Creative Sources CS 139 CD


PAURA – The Construction Of FearAn atypical combination of talents: Alípio C. Neto (saxes), Dennis González (trumpet, voice), Ernesto Rodrigues (viola), Guilherme Rodrigues (cello, radio) and Mark Sanders (drums). The only thing that puzzles me is the rather preposterous theory about surprise and fear in jazz expressed by a Davide Sparti in the inside leaflet and, for good measure, rendered incorrectly in English from the (already incomprehensible) original. But Italy is the country in which books and movies have a different meaning than in the rest of the world due to the hard-to-believe incompetence of translators, so no big news here. Instruments exists, thank god, to deliver us from words and this particular project sounds great: strong, determined, both muscularly affirmed and barely whispered, the improvisations suggesting indeed that kind of anxious feeling that what’s unknown and/or unexpected elicit in frail minds. The timbral melange is at times exceptional, the corpulence of Neto and González versus the fascinating meagreness of the Rodrigueses with Sanders acting as a gifted master of percussive ceremonies. There’s no trace of mellifluousness in this intriguing crossing of free jazz and EAI dipped in theatrical stir, and which defies the inevitable conventions of unrehearsed music for its large part.
Massimo Ricci

Sunday, March 22, 2009

PAURA The Construction of Fear - Alípio C Neto / Dennis Gonzalez / Ernesto Rodrigues / Guilherme Rodrigues / Mark Sanders Creative Sources CS 139 CD


Demosthenes Agrafiotis schrieb die Zeilen Fear blows me up like a bagpipe / And if I begin the song / I can never bring it to an end und ALÍPIO C NETO (Saxophone), DENNIS GONZÁLEZ (Trompete), ERNESTO & GUILHERME RODRIGUES (Viola bzw. Cello & Radio) sowie MARK SANDERS (Schlagzeug) ließen sich dadurch anregen zu PAURA The Construction of Fear (cs 139). Der brasilianische Saxophonist ist durch einige Releases auf Clean Feed, dem anderen Lissaboner Label, bekannt geworden, und, wie auch der texanische Trompeter, mit Jazz, der nichts Erschreckendes hat, höchstens etwas Unerwartetes und allenfalls Alarmierendes. Hier verweist Neto auf Freud und den Fall des kleinen Hans und seiner Pferdephobie. Meine Symptome deuten eher auf eine Plinkplonkphobie. Damit die akut wird, braucht es freilich ‚fürchterlichere‘ Auslöser als die ‚unheimlichen‘ Geräusche von ‚Void and Voices‘, dem breiten Mittelteil von PAURA, das damit nach dem jazzigen Auftakt ‚Pulsation‘ die programmatische Wendung nimmt ins Schaurige. Lange Haltetöne bilden nach einer gespenstischen halben Stunde im Märchenwald eine scheinbare Brücke aus dieser ‚Kinderschreck‘-Zone, in der man aber doch haften bleibt, bis stakkatohaftes Gegeige den Bann löst. Nur um einen erst recht einer schnaubenden, stöhnenden und gespenstisch gegeigten Kakophonie auszuliefern. Nun, John Cale hat uns eingeschärft, dass Furcht unser bester Freund ist, Langeweile aber von Übel. Diese Gefahr besteht hier absolut nicht. Die Spannung bleibt sogar über den abrupten Schluss hinaus bestehen und macht PAURA zu etwas Speziellem im Repertoire von Gonzales, der hier furchtlos abseits seiner Inspiration Band, seines NY Quartets und seines familiären Yells At Eels-Projekts faucht und spotzt, und zu einer der wenigen CS-Musiken, die bei mir einen Wiederholungszwang auslösen. [BA 62 rbd]

Rigobert Dittmann (Bad Alchemy)

Tuesday, March 17, 2009

PAURA The Construction of Fear - Alípio C Neto / Dennis Gonzalez / Ernesto Rodrigues / Guilherme Rodrigues / Mark Sanders Creative Sources CS 139 CD


PAURA The Construction of Fear - Alípio C Neto / Dennis Gonzalez / Ernesto Rodrigues / Guilherme Rodrigues / Mark Sanders Creative Sources CS 139 CD

Que le trompettiste Texan Dennis Gonzalez et le percussionniste Mark Sanders (Birmingham) se retrouvent ensemble dans le sudio Tcha3, il n’y a là rien d’étonnant. Mark Sanders a collaboré avec Keith Tippett, Marcio Mattos et Elton Dean lesquels ont joué et enregistré un Dennis Gonzalez Dallas-London Sextet (Catechism/Daagnim 1987, un des premiers cédés de free jazz). Sanders a aussi travaillé avec le violoniste portugais Carlos Zingaro dans le ZFP Quartet (Bruce Finger’s avec Mattos et S.H. Fell). Voici maintenant une collaboration avec d’autres cordistes portugais : les Rodrigues père et fils, Ernesto au violon alto et Guilherme au violoncelle. Ernesto Rodrigues est le responsable de Creative Sources. La présence et la sonorité du saxophoniste Alípio C Neto évoque avec une certaine coïncidence au soprano et au ténor, le légendaire Charles Brackeen, compagnon de Dennis Gonzalez dans les années’80 et aujourd’hui disparu. Le même Charles Brackeen avait enregistré le fabuleux disque « Dance » (Paul Motian Trio ECM 1977 avec le bassiste David Izenson). D’ailleurs, dans Fear 1- Pulsion (17: 26), le premier mouvement du triptyque qui compose Paura, Mark Sanders évoque la manière free de Motian dans cet album : espace, clarté et invention. Après avoir travaillé avec un grand nombre d’improvisateurs de la « nouvelle » génération, notoires ou inconnus de la tendance « minimaliste- réductionniste »…etc de Mathieu Werchowski et Rhodri Davies à Jean-Luc Guionnet et Christine Sehnaoui, les Rodrigues changent de cap en conviant trois free jazzmen à cette Construction de la Peur. Les cinq musiciens ont trouvé un superbe équilibre toujours en mouvement et leur entente est optimale. Les deux cordistes font merveille. Ils se fondent dans les échanges jazz libre avec leur approche sonore spécifique telle quelle a déjà été documentée à de nombreuses reprises par Creative Sources. Non seulement, Ernesto a réalisé un travail extraordinaire avec son label C. S. , il est surtout un violoniste (alto) de la trempe des Phil Durrant, Jon Rose, Charlotte Hug et Malcolm Goldstein. Dans la longue deuxième pièce du triptyque Fear 2 – Void and Voices (37:52), les voix se mêlent, s’étirent et explorent leurs timbres et leurs densités. Le rythme s’est complètement dissout dans une stase déchirée. Dennis Gonzalez n’est pas en reste, les vibrations de l’air dans les tubes de sa trompette font écho au vrillage précis de l’archet sur les cordes du et aux effets de souffle de Neto. L’interaction du quintet est particulièrement réussie. Le final, Fear 3 – Paura - Lyrikon, plus élégiaque, est dédié au poète grec Demosthène Agrafiotis. Au total, une superbe rencontre de musique libre assimilant plusieurs phases de l’évolution des musiques improvisées pour en offrir le meilleur de chacune d’elles. Un régal.

Jean-Michel Van Schouwburg (Improjazz)